Quanto sarà sicuro usare una macchina a guida autonoma? Questa è una delle prime domande che Elena e Sara, le ragazze portavoce dell’istituto superiore “Giordano Bruno” di Medicina (BO), hanno posto a Leonardo Annese, coordinatore del Gruppo PIARC “Aspetti Etici e Sociali della Guida Autonoma”, ospite del ciclo di interviste della XV edizione del “Pozzo di scienza” (https://ragazzi.gruppohera.it/pozzo_scienza/), il programma di divulgazione della cultura scientifica promosso dal Gruppo HERA per offrire ai ragazzi delle scuole secondarie di 2° grado uno sguardo sul futuro e sulle competenze necessarie per affrontarlo. In questo nuovo format delle Interview sono infatti i ragazzi ad essere protagonisti in quanto, dopo aver approfondito il tema dell’incontro diventano intervistatori dell’ospite della giornata.

Le ragazze e gli altri studenti partecipanti non solo hanno elaborato domande molto interessanti, ma hanno dimostrato un grande interesse al tema delle auto a guida autonoma. Hanno avuto modo di capire che queste automobili non sono così lontane dal popolare le strade delle nostre città ed avranno un impatto diretto sulla loro vita.

Ma l’occasione non è servita soltanto per rispondere alle domande dei ragazzi e spiegargli gli aspetti etici e sociali della guida autonoma, Leonardo Annese ha infatti colto l’occasione per verificare la loro opinione su alcuni dei nodi etici su cui il suo Gruppo a PIARC sta lavorando: a partire dalle categorie di persone che saranno maggiormente avvantaggiate dal veicolo autonomo, a quando si potrà considerare sicuro un veicolo autonomo ed inoltre al grande tema delle responsabilità e delle scelte nel caso di incidenti o malfunzionamenti.

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I ragazzi ritengono che i veicoli autonomi saranno d’aiuto in particolare per le persone diversamente abili e permetteranno anche a persone che oggi non si possono muovere in autonomia di farlo.

Vorranno aspettare di avere molti veicoli autonomi circolanti per sentirsi sicuri e ritengono che le responsabilità maggiori in caso di incidente siano del guidatore e del fabbricante del veicolo. Preferiranno infine distruggere il veicolo piuttosto che sacrificare la vita di un passante in caso di malfunzionamento.

L’incontro si è chiuso infine con un quesito ai ragazzi se a quel punto fosse stato stimolato il loro interesse a guidare un veicolo autonomo. La stragrande maggioranza ha dichiarato di si anche se qualcuno preferirebbe continuare ad usare un veicolo tradizionale.

Ma l’indagine non termina qui perché anche loro sono stati invitati a compilare il questionario che il Gruppo sugli Aspetti Etici e Sociali della Guida Autonoma di PIARC ha elaborato per indagare la percezione rispetto a questi temi. Prossimamente i risultati.

 

Marco Pollastri*

Centro Antartide

*Membro del Gruppo di lavoro aspetti etici, sociali e di sicurezza della guida autonoma PIARC Italia