In che direzione dobbiamo andare per garantire uno standard formativo migliore?

Con le attuali competenze il 90% degli addetti ai lavori sarebbero in grado di insegnare il movimento dei pedali e parzialmente a rispondere alle esigenze formative dei discenti, ma allora come pensare di evolvere la didattica staccandosi dalla Motorizzazione come elemento di valutazione finale?

Dobbiamo formarci in maniera più congrua sapendo staccarci dallo stereotipo della “strada ti insegna dopo che hai conseguito la patente”: la psicologia del traffico è cambiata drasticamente, la frenesia della vita lavorativa è aumentata, i ritmi hanno rotto ogni argine, si fa fatica a separare vita provata e lavoro, si è sempre connessi… anche mentre si guida e si guida peggio.

Istituiamo una “Formazione Progressiva Certificata” in cui ogni singola guida giustifica la scelta della didattica per il discente su un Registro Ministeriale da caricare online al termine della giornata lavorativa, ad esempio.

Allo stato attuale, senza una degna formazione personale e un chiaro percorso formativo certificato, staccarsi dalla Motorizzazione sarebbe peggio prevedendo un aumento esponenziale delle patenti vendute laddove le Autoscuole, intese come piccolo nucleo famigliare, senza controllo, mancherebbe di Etica Professionale.

È assolutamente necessaria una scrematura qualitativa delle figure professionali attuali e l’aggregazione in Centri di Formazione sotto cui le autoscuole Certificate possano operare, come gli attuale sistema di Consorzi ma più centralizzato.

Materie come Psicologia, Coaching e Motivazione, ed una base di Fisica, devono essere lo standard presente nei curricula di ogni insegnate ed istruttore.

 

Daniela Bilanzuoli

Cofondatore di Psicologia della Guida

Insegnante e Istruttore di scuola guida

Gruppo di lavoro aspetti etici, sociali e di sicurezza della Guida autonoma

PIARC – Italia