Il ventuno giugno, il giorno del solstizio d’estate, ci ha portato via, insieme alla primavera, anche Anna Rosso, storica colonna di PIARC Italia, presidente del collegio dei revisori dei conti, già magistrato della corte dei conti, ma soprattutto una amica.

Anna si è spenta per le conseguenze di una lunga malattia. Era una donna che ci ha aiutato, sempre volontariamente e gratuitamente, a tenere a posto i conti PIARC e, soprattutto grazie a Lei, il bilancio è stato sempre preciso ed accurato. Ogni carta che arrivava alla firma del nostro rappresentante legale, che oggi è Massimo Simonini, presidente di PIARC Italia, doveva essere prima da lei controllata e ricontrollata, verificata e riverificata attentamente perché non sfuggisse un errore. Odiava la fretta mentre amava la precisione. Era attenta a richiedere la giustificazione per ogni minima spesa e ci invitava a tenere sempre tutti i conti sotto controllo.

Anna era sicuramente amica dei numeri, che utilizzava con grande abilità. Ma prima di tutto era amica delle persone, la cui amicizia coltivava con passione. Noi conoscevamo l’affetto per i suoi nipoti. Ma anche quello per noi, la squadra PIARC a cui apparteneva, composta da Maria Pia Cerciello, Daniela Pastore, Marina Gaita, Leonardo Annese, Saverio Palchetti, Gianfranco Manili, Rodolfo Sanna e il sottoscritto, che per lei eravamo una seconda famiglia.

Nelle riunioni interne di PIARC Italia, Anna partecipava sempre con professionalità, con generosità e con coraggio: combatteva per difendere l’idea in cui credeva, anche quando era la sola a difenderla, e sapeva ascoltare profondamente gli altri.

Fu una stimata donna magistrato, scrisse libri di grande spessore giuridico, ma era anche una donna semplice. Ogni volta che c’era un convegno PIARC, noi le riservavamo un posto in prima fila. Lei invece preferiva dare umilmente una mano alla reception, dove i nostri collaboratori registravano le iscrizioni al convegno. Perché amava accogliere. E regalare il suo sorriso alle persone che arrivavano.

Il suo ultimo, debole sorriso ieri, su un letto di ospedale, lo ha lasciato alle persone che restano e che, come noi, la rimpiangono.

Domenico Crocco