P-CAR è parte di un ampio programma di ricerca e innovazione avviato nel 2018 con la Regione Abruzzo attraverso l’Accordo per l’Innovazione sottoscritto dal MISE con Radiolabs, in qualità di coordinatore del progetto EMERGE per sviluppare le tecnologie di Localizzazione, Comunicazione, Cyber-sicurezza dei nuovi veicoli connessi alle Smart Roads.

Grazie a P-CAR e al contributo dell’ESA che apporta il suo know-how nei sistemi satellitari, l’Italia assume un ruolo guida per realizzare in Europa un network di centri di eccellenza e laboratori indispensabile per la messa in esercizio delle nuove soluzioni tecnologiche necessarie per ridurre gli errori umani che come noto sono la principale causa di incidenti.

L’eco-sistema tecnologico della Regione Abruzzo che ospita il Centro di controllo di GALILEO e la produzione dei veicoli DUCATO (Stellantis) ha permesso di acquisire il progetto HELMET – finanziato da H2020 e focalizzato sulle sinergie fra le infrastrutture ferroviarie e stradali di cui RFI ed ANAS sono gli stakeholder di riferimento.

 

Abbiamo intervistato Francesco Rispoli, Referent for Satellite Operations and Space Agencies, Hitachi Rail e Direttore Generale di Radiolabs.

Che cos’è il progetto P-CAR?

Il progetto P-CAR è dedicato alla realizzazione di un laboratorio per supportare la validazione e certificazione dei sistemi di localizzazione dei veicoli connessi e autonomi che devono rispondere alle norme di sicurezza internazionali. Il progetto è stato finanziato dall’Agenzia Spaziale europea (ESA) con il contributo fondamentale dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). E’ nato in Abruzzo perché nel 2017 la Regione ha avviato un programma strategico per mettere a fattor comune le tecnologie abilitanti dell’auto a guida connessa e delle Smart Roads. Tale iniziativa è stata successivamente ripresa a livello nazionale e il Ministero dello Sviluppo economico (MISE) ha sottoscritto l’accordo per l’innovazione attraverso un consorzio guidato da Radiolabs e al quale partecipano anche Leonardo, Telespazio, Elital e l’Università degli Studi dell’Aquila. L’iniziativa è inoltre coordinata con Stellantis e IAM (il Polo di innovazione automotive in Abruzzo).  L’Abruzzo rappresenta oggi la Regione faro per lo sviluppo di queste tecnologie che hanno una forte connotazione satellitare (com’è noto la Regione Abruzzo ospita il centro di controllo di Galileo, oltre ad avere ulteriori impianti satellitari) ed ospita anche il più grande insediamento industriale europeo per la produzione dei veicoli Ducato che saranno i primi a sperimentare le nuove tecnologie. In questo contesto P-CAR unisce gli attori e le competenze distintive per realizzare una infrastruttura strategica coinvolgendo veicoli, tecnologie satellitari e ricerca universitaria.

Come sono stati ottenuti i finanziamenti per l’avvio del progetto?

L’idea di puntare alle sinergie fra le tecnologie satellitari e le applicazioni di guida autonoma è nata in Italia nel 2017da una intuizione di Radiolabs in collaborazione con FCA (oggi Stellantis).  Successivamente Radiolabs ha acquisito altri finanziamenti molto importanti anche in ambito europeo come ad esempio il progetto HELMET finanziato dalla GSA – Commissione europea (H2020) concepito per sfruttare e valorizzare le sinergie tra i sistemi di localizzazione in sicurezza per il settore ferroviario e quello delle auto. P-CAR è un contratto italiano ma è finanziato dall’Agenzia Spaziale Europea che ha un ruolo essenziale perché non è solo il gestore del contratto, ma è essa stessa un partner dell’iniziativa – in linea con gli obiettivi del programma NAVISP-3 al quale fa riferimento P-CAR –  per sviluppare una infrastruttura strategica nazionale e promuoverla a livello europeo.

Perché è stata scelta la tecnologia satellitare e quali sono i vantaggi in termini di sicurezza?

La tecnologia satellitare per la localizzazione del veicolo deve garantire i livelli di sicurezza richiesti dai sistemi a guida connessa ed autonoma. Sappiamo tutti che l’obiettivo fondamentale della migrazione verso forme di guida sempre più autonome è il potenziamento dei livelli di sicurezza, ovvero ridurre l’errore umano con l’obiettivo di azzerarlo. Per questo è indispensabile rilevare la posizione del veicolo entro margini di errore stabiliti: la geo-localizzazione coadiuvata da altri sensori è progredita moltissimo negli ultimi anni e tra i nuovi sistemi a copertura mondiale è ora disponibile Galileo che sarà utilizzato in P-CAR in quanto fornisce, rispetto al GPS, prestazioni superiori La localizzazione satellitare sta già seguendo un iter di validazione e certificazione in ambito ferroviario per il progetto ERSAT di RFI e questa esperienza, la prima in Europa,  sarà molto utile anche per le applicazioni a guida autonoma . Con riferimento al 5G, l’altra tecnologia abilitante per la guida autonoma, emerge il tema delle comunicazioni intese come comunicazioni tra veicolo e veicolo (V2V) e tra veicolo e infrastruttura (V2I).

In tale contesto l’Italia ha una marcia in più perché c’è un unico soggetto industriale, FSI, che gestisce sia gli impianti ferroviari che le infrastrutture stradali. Dal momento che la sinergia tecnologica tra i due settori è rilevante e in Italia 10.000 km di strade corrono quasi parallele a quasi 10.000 km di ferrovie, è possibile ottimizzare gli investimenti sfruttando gli impianti dell’uno e dell’altro con notevoli vantaggi.

Avete in programma di coinvolgere nel progetto altri attori oltre a quelli già presenti?

L’obiettivo di P-CAR è coinvolgere anche gli attori delle Smart Road proprio per arrivare a formulare delle soluzioni certificative che garantiscano la sicurezza nel sistema complessivo veicolo-infrastruttura stradale.

Abbiamo già concordato con ESA di puntare a  coinvolgere Anas come referente principale per le Smart Road sapendo che dispone di un suo piano per mettere a punto, testare e validare le nuove tecnologie che sono appunto sinergiche con quelle satellitari. Il Progetto P-CAR, quindi, prevede già una interlocuzione con Anas ma anche con RFI ed altri soggetti interessati con l’obiettivo di fare sistema fra veicolo, infrastruttura e servizi di comunicazione e localizzazione.  Il sistema, nel suo complesso, deve rispondere ai requisiti stringenti di sicurezza e per questo diventa cruciale il ruolo di laboratori super partes, come quello che verrà realizzato da P-CAR in Italia.

Mi permetta di aggiungere che si parla molto spesso di sicurezza ma non esiste ancora al giorno d’oggi un procedimento concordato per verificare e garantire che un sistema a guida autonoma sia conforme ai livelli di sicurezza richiesti. Piuttosto si ricorre molto alla sperimentazione che comporta enormi costi e non è sufficiente a “individuare” eventuali anomalie del sistema in particolare quei malfunzionamenti molto rari (ma che impattano sulla sicurezza) e che richiederebbero milioni di ore di test.  P-CAR, ispirandosi all’esperienza del settore ferroviario, intende colmare questo gap ed offrire un servizio non solo per l’Italia ma anche per l’Europa col contributo dell’Agenzia spaziale europea creando un network europeo di centri di ricerca e laboratori collegati tra di loro con la piattaforma cloud realizzata da P-CAR. Per esempio in quei paesi con cui Radiolabs ha stabilito una buona collaborazione in questi anni, come in Francia dove sta lavorando alla definizione dei requisiti della localizzazione ad elevata integrità per il settore automotive, la Spagna con il laboratorio di CEDEX e la Germania con il progetto HELMET.

Per il settore automotive esistono già delle esperienze simili?

Non ancora per realizzare un Laboratorio dedicato, ma c’è il progetto HEADSTART – avviato dalla Commissione Europea H2020 – in cui si stanno definendo le procedure di test e validazione delle funzionalità di localizzazione, comunicazione e cyber sicurezza per l’auto a guida connessa ed autonoma e con cui abbiamo stabilito uno scambio di esperienze.  Noi ci siamo ispirati all’esperienza in Italia nel settore ferroviario. In questo settore esistono già dei centri in Europa (due sono stati “accreditati”) che servono proprio a supportare la validazione dei sistemi di automazione dei treni, di fatto simili a quelli per la guida connessa delle auto.  Molto è già stato fatto in ambito aeronautico, considerando che i sistemi satellitari vengono utilizzati a supporto dell’atterraggio degli aerei. In ambito automotive e Smart Road non c’è nulla di concreto. Mancava l’iniziativa ma adesso che abbiamo il supporto dell’Agenzia spaziale europea e dell’Agenzia spaziale italiana ci sono tutti i presupposti per realizzare una infrastruttura nazionale utile anche per attrarre ulteriori investimenti in un settore in rapida crescita.

Con P-CAR si è creata un’opportunità sul solco di una strategia individuata dall’Italia nel 2017 creando fin da subito una partnership pubblico-privata necessaria per coprire i gap tecnologici e ridurre i rischi degli investimenti. Il mio auspicio è che questa iniziativa possa continuare a camminare più velocemente raccogliendo ulteriori contributi, in particolare quello di Anas a cui teniamo molto, e insieme accelerare questo processo per fornire soluzioni di guida autonoma e sicura.

 

A cura di Alessandro De Santis