CT 1.4 Pianificazione della Resilienza delle Reti Stradali – Cambiamenti climatici e altri pericoli

PRES - Garozzo2

Presidente
Ing. MARCO GAROZZO
Amministratore Delegato – Sina S.p.A.

SINA è una delle più importanti società di ingegneria in Italia e fa parte del Gruppo ASTM, uno dei principali gruppi industriali attivi nel settore delle infrastrutture di trasporto. SINA nasce nel 1962 per studiare, promuovere, progettare e gestire infrastrutture di trasporto e sin dalla sua costituzione l’azienda ha visto una crescita costante fornendo ai Clienti servizi altamente innovativi e completi; oggi le principali attività di SINA sono: progettazione di infrastrutture e strutture, studi, monitoraggio e valutazione ambientale, ITS Intelligent Transportation System, sicurezza, direzione lavori, controlli di qualità e prestazioni dei materiali da costruzione, ispezioni e monitoraggio strutturale.

Marco Garozzo è laureato in Ingegneria al Politecnico di Milano, ha svolto in carriera attività di progettista, direttore lavori oltre a ruoli ruoli organizzativi di crescente impegno. In particolare, Marco Garozzo è stato Direttore Esecutivo di SINECO dal 1997 fino al 2017, anno in cui SINECO è stata incorporata in SINA. La società era specializzata nell’Asset Management di infrastrutture di trasporto e nel tempo è divenuta leader nel settore dell’ingegneria della manutenzione avendo sotto controllo continuo più di 1500 tra ponti e gallerie.

Marco Garozzo ha ricoperto anche cariche in diverse Associazioni e Consorzi di Imprese e, da oltre 20 anni, partecipa attivamente ai programmi di ricerca della World Road Association-PIARC. In particolare è stato Presidente del Comitato Tecnico Italiano e Membro del Comitato Internazionale di diversi framework tra cui: “Cambiamenti climatici, impatti ambientali e alternative ai combustibili fossili” per il periodo 2008-2011; “Cambiamenti climatici e sostenibilità” per il periodo 2012-2015 e “Strategie di adattamento e resilienza delle infrastrutture ai cambiamenti climatici” per il periodo 2016-2019 e, per ultimo, “Approccio uniforme ed olistico alla resilienza delle reti stradali: cambiamenti climatici ed altri rischi” per il periodo 2020-2023.

Cattura

Vicepresidente
Ing. Giulia Guzzini

Ambiente e Sostenibilità – Sina S.p.A.

Vicepresidente
Prof. Piero Boccardo

Professore Ordinario di Geomatica, Politecnico di Torino

VICE - Giovanni Federigo De Santi2

Vicepresidente
Prof. Giovanni Federigo De Santi

Professore presso il Dipartimento Ingegneria Civile e Industriale, Università di Pisa

Direttore del “Foresight and Strategic Planning (FSP) Office”, Politecnico di Torino 

Un’organizzazione stradale è responsabile di garantire che l’infrastruttura fornisca il servizio di mobilità atteso, monitorandone le prestazioni ed il mantenimento/recupero/ripristino nei casi in cui l’infrastruttura sia sottoposta ad eventi estremi. Allo stesso tempo un’organizzazione stradale è anche responsabile del mantenimento dei livelli di servizio previsti (LoS) degli asset infrastrutturali con gli interventi tecnici e amministrativi più efficaci.

La crescente sfida posta dai pericoli naturali climatici e non climatici richiede che i gestori stradali adottino protocolli che tengano conto di framework di resilienza appropriati, sia istituzionali che situazionali, per raggiungere standard del livello di servizio (LoS) con scostamenti accettabili.

Il Comitato Tecnico 1.4 “Pianificazione della resilienza delle reti stradali – Cambiamenti climatici e altri pericoli” nel ciclo 2024-2027 si concentra sugli aspetti strategici e di pianificazione applicati al miglioramento della resilienza delle reti tra cui: metodologie ed approcci per la pianificazione di una rete resiliente che riducano il rischio, le rendano meglio preparate, più robuste ed in grado di rispondere e recuperare ad eventi pericolosi successivi.

In questo contesto, i pericoli che sono oggetto di analisi di questo Comitato Tecnico includono: cambiamenti climatici, condizioni meteorologiche estreme, minacce naturali (geotecniche) e impatti legati alle pandemie. Le minacce chimiche, le minacce informatiche e il terrorismo non rientrano nell’ambito di questo Comitato.

Si ricerca pertanto di indagare un approccio globale per garantire che le infrastrutture siano meno vulnerabili e siano in grado di adattarsi, trasformarsi e adottare le lezioni apprese per aumentare la resilienza degli asset delle infrastrutture stradali (pavimentazioni, ponti, sistemi di drenaggio, gestione dei pendii, ecc.).

Il Comitato approfondirà le seguenti due tematiche:

  • Sviluppo di un Framework sulla resilienza per le reti stradali – su cambiamenti climatici e altri pericoli
  • Best practice per la comprensione degli aspetti organizzativi della resilienza delle reti stradali (approcci, azioni e comprensione della resilienza anche organizzativa dei Gestori stradali)

1.4.1 Sviluppo di un Framework sulla resilienza per le reti stradali – su cambiamenti climatici e altri pericoli

L’obiettivo del lavoro che verrà sviluppato dal Comitato Tecnico (CT) 1.4 è quello di estendere il lavoro intrapreso nei cicli precedenti che ha riguardato gli approcci alla resilienza per i cambiamenti climatici e altri pericoli aggiornando il report PIARC International Climate Change Adaptation Framework for Road Infrastructure (ciclo 2000-2023). Il lavoro di questo ciclo prevede lo sviluppo di un Framework di resilienza (che copra oltre ai cambiamenti climatici anche altri pericoli) basato sul lavoro del TC1.4 nel ciclo 2020-2023 e comprenderà l’identificazione di metodi di valutazione della vulnerabilità e del rischio a medio-lungo termine che tengano conto dei pericoli sia climatici che non climatici.

La ricerca comprende anche l’identificazione e la valutazione delle infrastrutture critiche, attraverso esempi come casi di studio per l’identificazione degli asset critici come strumento per l’adattamento ai cambiamenti climatici e per aumentare la resilienza delle reti stradali. Il Framework oggetto di sviluppo estenderà quindi l’analisi dei rischi del precedente pubblicato da PIARC nel 2023 dai cambiamenti climatici ad un perimetro più ampio che includa anche altre tipologie di pericolo come gli eventi climatici estremi, i rischi naturali (geotecnici) e le pandemie.

Il Comitato Italiano con le proprie esperienze nazionali contribuirà quindi alla realizzazione del nuovo Framework internazionale sulla resilienza delle reti stradali.

1.4.2 Best practice per la comprensione degli aspetti organizzativi della resilienza delle reti stradali (approcci, azioni e comprensione della resilienza anche organizzativa dei Gestori stradali)

Una rete stradale è un sistema complesso e dinamico composto da molti elementi, tra cui l’infrastruttura costruita (strade, ponti, edifici e altri beni). È inoltre necessario prendere in considerazione un insieme di componenti quali le strutture di governance, i processi di gestione e manutenzione, i quadri normativi nazionali e internazionali (transfrontalieri), le risorse tecniche, umane o naturali disponibili, nonché tutte le interdipendenze di questi elementi tra loro e con l’ambiente esterno della rete.

In questo contesto, la resilienza organizzativa è essenziale per organizzare, utilizzare le risorse, promuovere e mantenere un’attività sostenibile, al servizio degli utenti e della necessaria circolazione di beni, servizi e persone.

Lo scopo del lavoro che verrà sviluppato dal TC1.4 è quello di valutare come la resilienza viene compresa, implementata, misurata e valutata da parte dei Gestori Stradali.

Ciò comporta l’identificazione delle caratteristiche istituzionali che possono rendere un’organizzazione sufficientemente adattabile a rispondere ai cambiamenti nel tempo per affrontare le minacce climatiche e non climatiche.

Alcuni esempi possono essere le procedure che favoriscono la resilienza nel processo decisionale della gestione stradale, l’esistenza di unità di lavoro specifiche che facilitano il miglioramento della resilienza della rete in un’amministrazione stradale, la flessibilità del processo di coinvolgimento degli stakeholder interni/esterni per accogliere nuove idee o migliori pratiche di gestione del rischio.

Una volta identificati questi aspetti organizzativi, il lavoro identificherà le caratteristiche e i processi comuni e i diversi approcci utilizzati, come ad esempio: i servizi forniti dai fornitori, l’offerta all’utente (fattori umani e livelli di servizio), le funzionalità della rete e la resilienza delle organizzazioni stradali viste nel suo insieme. Ciò include anche l’identificazione delle relazioni di resilienza stradale all’interno di sistemi complessi, compresa la resilienza a livello di intera rete, di arteria e di asset.

Il lavoro prevede lo sviluppo di sondaggi tra le organizzazioni stradali per capire meglio cosa significa “resilienza” e come essa viene misurata e implementata. Verranno quindi identificati approcci comuni e buone pratiche a seconda del tipo di rete stradale.

Questo tema affronta gli “Aspetti strategici, tattici e di pianificazione applicata del miglioramento della resilienza”. Sono quindi da analizzare le metodologie e gli approcci per la pianificazione della resilienza della rete e gli approcci alla progettazione stradale volti alla riduzione del rischio, all’innalzamento della robustezza, alla maggior efficienza nella preparazione, risposta ai rischi climatici e non.

Le domande di ricerca preliminari comprendono:

  • Perché la resilienza organizzativa è importante per i Gestori stradali per garantire una rete resiliente? In che modo l’apparente assenza ha un impatto sul servizio?
  • Quali sono le caratteristiche principali della resilienza organizzativa di un Gestore stradale?
  • Come analizzare e intersecare le caratteristiche istituzionali e situazionali critiche per lo sviluppo di un quadro di resilienza dell’organizzazione stradale con indicatori di performance?
  • Come validare un protocollo di resilienza dell’organizzazione stradale, rispondendo anche alle preoccupazioni degli stakeholder?

1.4.1 Sviluppo di un Framework sulla resilienza per le reti stradali – su cambiamenti climatici e altri pericoli

Questo lavoro è importante per le amministrazioni stradali perché fornirà un processo completo per guidare al miglioramento della resilienza delle risorse di trasporto stradale, affrontando i rischi climatici e non climatici con un approccio olistico.

Contribuirà a migliorare i livelli di servizio delle amministrazioni stradali in caso di emergenza, con maggiore efficacia e fiducia da parte degli utenti.

È inoltre rilevante per assistere i processi decisionali delle amministrazioni stradali ai fini dell’adattamento ai cambiamenti climatici. Fornirà casi di studio sulle migliori pratiche per l’inclusione dei pericoli non climatici e delle probabilità di cambiamento in una valutazione della vulnerabilità e del rischio con un orizzonte di valutazione a lungo termine.

1.4.2 Best practice per la comprensione degli aspetti organizzativi della resilienza delle reti stradali (approcci, azioni e comprensione della resilienza anche organizzativa dei Gestori stradali)

Questo lavoro è importante per le amministrazioni stradali e l’industria stradale perché fornirà le migliori pratiche per capire come organizzare la resilienza ai diversi livelli organizzativi della gestione delle reti stradali.

È importante per supportare i processi decisionali per quanto riguarda la comprensione di: quali parametri/variabili utilizzare? Quali sono le soglie storiche e quali dovrebbero essere le soglie future? Come utilizzare gli scenari climatici nella progettazione e nei programmi di manutenzione delle infrastrutture? Che tipo di indicatori possono essere utilizzati per monitorare le traiettorie di adattamento selezionate?

Questo lavoro analizzerà anche le questioni economiche relative al costo delle interruzioni (eventualmente confrontato con il costo dell’inazione), al rapporto costo-efficacia delle misure adottate, ai costi del rischio residuo e al ritorno sugli investimenti delle soluzioni di adattamento. Si tratta di aspetti importanti per la valutazione della resilienza delle amministrazioni stradali.

Questo lavoro è destinato a gestori stradali, professionisti, consulenti e accademici.

Report, casi di studio, sondaggi, articoli sulla rivista Routes/Roads, webinar, seminari, workshop o conferenze, linea guida (contributo nazionale nell’aggiornamento e upgrade dell’attuale International Climate Change Adaptation Framework for Road Infrastructure).

Ing. GAROZZO Marco Presidente Sina S.p.A.
Ing. Guzzini Giulia Vicepresidente Sina S.p.A.
Prof. Boccardo Piero Vicepresidente Politecnico di Torino
Prof. De Santi Giovanni Federigo Vicepresidente Politecnico di Torino