Intelligenza artificiale: Il PE getta le basi per le prime regole UE

Martedì 20 ottobre, i deputati del Parlamento Europeo hanno adottato alcune proposte per regolamentare l’uso dell’Intelligenza Artificiale (AI) nell’UE e per promuovere innovazione, norme etiche e fiducia nella tecnologia.

Anche il Consiglio europeo è intervenuto attraverso la pubblicazione delle conclusioni della Presidenza sul rispetto dei diritti fondamentali.

Tali conclusioni mirano ad ancorare i diritti e i valori fondamentali dell’UE nell’era della digitalizzazione, a promuovere la sovranità digitale dell’UE e a contribuire attivamente al dibattito globale sull’uso dell’intelligenza artificiale in vista della definizione del quadro internazionale. Le conclusioni della Presidenza si concentrano su un approccio all’intelligenza artificiale basato sui diritti fondamentali e forniscono una guida sulla dignità, le libertà, l’uguaglianza, la solidarietà, i diritti dei cittadini e la giustizia.

Viene evidenziata l’estrema importanza delle tecnologie digitali, compresa l’AI, per la sovranità digitale europea, la sicurezza, le innovazioni e lo sviluppo economico e possono contribuire in modo significativo alla protezione e alla promozione dei diritti fondamentali, della democrazia e dello stato di diritto. Per essere sovrana in ambito digitale, l’UE deve costruire un mercato unico veramente digitale, rafforzare la sua capacità di definire le proprie regole, di fare scelte tecnologiche autonome e di sviluppare e implementare capacità e infrastrutture digitali strategiche. La transizione digitale è il più importante fattore di crescita sostenibile e di competitività dell’UE.

L’UE deve sfruttare e sviluppare appieno i suoi punti di forza nell’economia digitale e nelle tecnologie neutre dal punto di vista climatico. Le tecnologie digitali hanno un effetto crescente e ampiamente positivo sulla vita quotidiana degli europei, ad esempio nell’industria, nei servizi, nella ricerca, nella giustizia e nella sicurezza pubblica. Sono stati accolti quindi con favore gli sforzi della Commissione Europea per stabilire un ecosistema di IA di eccellenza e fiducia basato sui principi e valori comuni, portando i benefici di questa tecnologia a tutte le società e a tutte le economie europee.

Per affrontare efficacemente i potenziali rischi, devono essere soddisfatti requisiti specifici per la progettazione, lo sviluppo, l’implementazione e l’uso di sistemi di AI. A questo proposito, lo sviluppo di standard tecnici comuni potrebbe contribuire ad affrontare queste sfide e contribuire a promuovere la fiducia nella tecnologia. Il Consiglio ha quindi manifestato soddisfazione per l’approccio proposto dalla Commissione Europea nel “Libro Bianco sull’Intelligenza Artificiale – Un approccio europeo all’eccellenza e alla fiducia”, per la revisione della legislazione UE esistente per determinare se essa affronta adeguatamente i rischi e le opportunità, così come i requisiti delle applicazioni di AI, se può essere applicata in modo efficace e se sono necessari adeguamenti o nuove normative, anche per quanto riguarda la protezione dei principi comuni e valori europei.

 

 

Il Parlamento europeo è tra le prime istituzioni a presentare delle raccomandazioni su ciò che le norme sull’IA dovrebbero includere in materia di etica, responsabilità e diritti di proprietà intellettuale. Tali raccomandazioni faciliteranno l’UE nel diventare un leader globale nello sviluppo dell’IA. La Commissione presenterà una proposta legislativa in materia all’inizio del prossimo anno.

Quadro etico per l’IA

L’iniziativa legislativa di Iban García del Blanco (S&D, ES) sollecita la Commissione a presentare un nuovo quadro giuridico che delinei i principi etici e gli obblighi legali da seguire nello sviluppo, nell’implementazione e nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate, compresi software, algoritmi e dati. Il testo è stato approvato con 559 voti favorevoli, 44 voti contrari e 88 astensioni.

Le future leggi dovranno quindi improntarsi a diversi principi, tra cui:

  • Un’intelligenza artificiale antropocentrica e antropogenica;
  • Sicurezza, trasparenza e responsabilità;
  • Garanzie contro distorsioni e discriminazioni;
  • Diritto di ricorso;
  • Responsabilità sociale e ambientale e rispetto della privacy e protezione dei dati.

Responsabilità per i danni causati dall’AI

Nel testo d’iniziativa legislativa di Axel Voss (PPE, DE) si richiede un quadro giuridico in materia di responsabilità civile orientato al futuro, che renda gli operatori AI ad alto rischio oggettivamente responsabili dei danni che ne possono derivare. Un quadro giuridico chiaro contribuirà a stimolare l’innovazione fornendo alle imprese la certezza del diritto. Proteggerà al contempo i cittadini e promuoverà la loro fiducia nelle tecnologie di AI, scoraggiando le possibili attività pericolose.

Le regole dovrebbero essere applicate alle attività di AI fisiche o virtuali che danneggiano o influiscono sulla vita, la salute, l’integrità fisica, il patrimonio, o che causano un rilevante danno immateriale che si traduce in una “perdita economica verificabile”. Sebbene le tecnologie di AI ad alto rischio siano ancora rare, i deputati hanno ritenuto che i loro operatori dovrebbero avere un’assicurazione simile a quella per i veicoli a motore.

L’iniziativa legislativa è stata approvata con 626 voti favorevoli, 25 voti contrari e 40 astensioni.

Diritti di proprietà intellettuale (DPI)

Si chiarisce che la leadership globale dell’UE in materia di AI richiede un sistema efficace di diritti di proprietà intellettuale (DPI) e salvaguardie per far sì che il sistema europeo dei brevetti protegga gli sviluppatori innovativi.

Nell’opinione dei deputati è quindi importante distinguere tra le creazioni umane ottenute con l’assistenza dell’AI e quelle generate autonomamente dall’AI. L’AI non dovrebbe avere personalità giuridica. La proprietà dei DPI dovrebbe essere quindi concessa solo agli esseri umani. Inoltre, nel testo si approfondisce ulteriormente il tema del diritto d’autore, della raccolta di dati, dei segreti commerciali, dell’uso di algoritmi e del deepfake. La relazione è stata approvata con 612 voti favorevoli, 66 voti contrari e 12 astensioni.